Pannolini lavabili o usa-e-getta? Ecco cosa devi sapere per fare la scelta giusta

pannolini lavabili

Quello della scelta del pannolino è un tema che divide in due le mamme: c’è chi ama la filosofia dei pannolini lavabili e chi proprio non ne vuole sapere e sceglie direttamente gli usa-e-getta; c’è chi pensa che per scegliere i lavabili si debba essere a casa dal lavoro, vista la manutenzione impegnativa che richiedono, e chi pensa che sia sufficiente trovare il giusto modo di organizzarsi per gestirli.

Io li ho provati entrambi e mi sono fatta un’idea: penso che per fare questa scelta (nel mio caso mossa dal tentativo di inquinare il meno possibile e di lasciare a contatto della pelle del mio bimbo un prodotto morbido e sano) sia fondamentale approfondire un po’ la questione per capire quali sono i pro e i contro.

Innanzitutto se si scelgono i pannolini lavabili non va sottovalutato l’impegno del budget iniziale: si parte con una spesa abbastanza consistente (possiamo ipotizzare dai 20 ai 30 € a pannolino circa) e ne serviranno più o meno 15-20 da poter far girare.

I pannolini lavabili sono riutilizzabili e vengono lavati ogni volta che il bambino fa la cacca o la pipì. Non è difficile immaginare che, soprattutto durante i primi mesi di vita del piccolo, ci si trova a doverli cambiare abbastanza spesso.

Al loro interno si possono inserire degli inserti, detti booster, che servono ad aumentare il loro potere assorbente e se di giorno possono essere facoltativi, sono invece indispensabili durante la notte.

Oltre a questi esistono dei fogli di carta usa-e-getta, simili a un rotolo di scottex liscia, chiamati  veline raccogli feci  che permettono di raccogliere quanto prodotto dal bambino, in modo da poter gettare il tutto nel wc con maggior facilità.

Spesso i pannolini lavabili hanno fantasie decorative bellissime e io personalmente mi ero innamorata dell’idea di poter utilizzare esclusivamente questo prodotto ma… sono sopraggiunti dei ma, ovvero qualche pecca o complicazione da tenere in considerazione e che 0ra vado ad elencarvi.

  • Durante i primi mesi di vita del bambino sono necessari altri tipi di lavabili corrispondenti ai newborn, una taglia cioè specifica per bimbi piccolini; mentre i pannolini lavabili classici permettono di andare avanti fino allo spannolinamento senza doverli cambiare o sostituire. Vale, a mio parere, la pena di prendere solo questo secondo tipo per evitare di fare una spesa doppia e difficilmente ammortizzabile.
  • Con i pannolini lavabili si aggiungono ulteriori lavatrici da fare e serve pertanto anche lo spazio per poterli stendere e far asciugare. In alternativa si può usare l’asciugatrice, ma va da sé che questo vanifica parzialmente l’aspetto ecologico.
  • I pannolini lavabili vanno cambiati più spesso degli altri. Se dovesse succedervi, come è capitato a me, che il vostro piccolo ad un certo punto decida che la notte non vuole essere disturbato per cambiare il pannolino, presto vi troverete davanti a una scelta: lascio il pupo bagnato o gli metto un pannolino che mi permetta di tirar mattino senza doverlo cambiare? La risposta per me è stata immediata.
  • Il mondo dei pannolini lavabili risponde davvero alle esigenze di tutte le mamme. Ne  esistono di varie tipologie tra all-in-one, pocket, 3 in 1, 2 in 1, ciripà… Io personalmente ne ho presi un po’ di tutti i tipi per capire quali fossero quelli ideali per le nostre esigenze, ma alla fine mi sono dovuta scontrare col fatto che per andare all’asilo non sono affatto la scelta più pratica e non si può pretendere che le maestre vi stiano dietro restituendovi ogni sera la vostra wet bag (la sacca impermeabile ove riporre i pannolini sporchi).
  • …Una volta a casa, inoltre, dovrete scontrarvi con l’ennesima lavatrice pronta ad aspettarvi. Si possono infatti accumulare per un paio di giorni al fine di radunarne un numero sufficiente da lavare tutti insieme, ma è fondamentale avere un posto dove metterli in attesa del lavaggio. Se si ha una casa piccola, questo aspetto,insieme  allo stendino sempre in giro, potrebbero essere piuttosto scoraggianti.

Cosa abbiamo scelto in definitiva? Ogni tanto ci riprovo e utilizziamo i lavabili ma, di base usiamo i pannolini usa-e-getta, ora vi spiego quali.

Siccome i pannolini stanno a contatto con la pelle delicata del bimbo 24 ore su 24, ho cercato di capire quali fossero i migliori ovvero quali fossero privi di sostanze tossiche (la legge sfortunatamente ne consente la presenza entro alcune percentuali ritenute al di sotto della soglia di sicurezza per la salute) e quali avessero un livello per me sufficiente di riciclabilità. Per molti non è una tragedia sapere che nei pannolini dei nostri figli sono presenti sostanze tossiche, ma io non sono riuscita a darmi una buona motivazione per non proseguire con la mia ricerca fino ad individuare il tipo di pannolino giusto per le mie esigenze: quello che ho scelto è a ridotto impatto ambientale, non è sbiancato con cloro e non contiene derivati nocivi come petrolati e similari, inoltre e non ha costi aggiuntivi elevati legati al marketing e al passaggio di mille spot TV.

In conclusione… Alla fine è valsa la pena di spendere qualche momento per fare questa ricerca e così siamo giunti alla combo perfetta: lavabili quando si può (meglio quando fa caldino e c’è il sole, così li stendiamo fuori e usa-e-getta etici durante la settimana.

Quali usa-e-getta acquistiamo abitualmente? Ne abbiamo provati tanti, ma complice la fortuna di avere uno spaccio a non molti km da casa, alla fine ci siamo focalizzati su Pingo.

pannolini pingo
© pingo
confezioni pannolini pingo
© pingo

Per saperne di più su pannolini e sostanze tossiche, consiglio la lettura di questo articolo, che per me è stato davvero molto utile!

Buona scelta a tutti!

Lascia un commento