Vai via, rabbia! Come aiutare i bambini a gestire le proprie emozioni

Come gestire la rabbia nei bambini

Ecco qualche consiglio utile per stare vicini ai piccoli e insegnare loro il controllo delle proprie reazioni.

Quando i bimbi sono molto piccoli, si dice che siano come “spugne”, capaci cioè di assimilare un’incredibile quantità di nozioni, che però possono anche avere l’effetto di frastornarli: ne conseguono così tante emozioni, spesso davvero difficili da gestire.

I bimbi molto sensibili, in particolare, o quelli sottoposti a grandi cambiamenti come la nascita di un fratellino, possono passare improvvisamente dallo stato di tranquilli paciocconi a quello di… attori di mirabolanti scenate isteriche, tali da far impallidire la più acida delle zitelle.

Qualche volta, addirittura, capita di incorrere persino nel fenomeno del pavor nocturnus. Si tratta di episodi di cui ancora si sa poco, che vedono il piccolo iniziare improvvisamente ad urlare nel bel mezzo della notte. Non c’è modo di capire capire se sia sveglio o meno mentre si dispera, né tanto meno si riesce a calmarne il pianto inconsolabile. Il risultato è che si assiste impotenti a questo spettacolo poco piacevole, aspettando che il bambino si calmi da sé dopo alcuni minuti di sfogo.

Si capisce chiaramente che dietro queste fastidiose circostanze c’è un piccolo Io scosso da qualcosa che lo turba fortemente nel profondo.

Attivare il “paracadute emotivo”

In casi come questi si rende necessario trovare delle soluzioni-cuscinetto, che permettano quanto meno di arginare la portata del fiume in piena delle loro emozioni. I bambini, da soli, non sono ancora in grado di controllarle: si deve quindi trovare un modo per calmare i loro animi attraverso rimedi che abbiano un’efficacia catartica per i nostri ometti.

Fortunatamente ci sono parecchie vie facili da poter perseguire, in grado di dare immediatamente dei buoni risultati!

Sviluppare le attività fisiche e pratiche

La cosa più immediata da testare sul campo è provare ad incentivare le attività pratiche. Stimolando la creatività del bambino attraverso manipolazioni materiche e valorizzando l’aspetto sensoriale del gioco, il piccolo sfoga la sua ansia inventando, costruendo, ma soprattutto dando una forma ai suoi sentimenti più profondi. Questi diventano così più gestibili, il nervosismo pian piano si scarica perché viene stemperato. Anche le attività a corpo libero come ginnastica, ballo, sport aiutano a rilassare la mente dei bimbi. Oltretutto loro amano particolarmente farle perciò si prendono due ottimi piccioni con una fava!

Disegnare è un grande classico tra le attività da proporre ai bimbi, ma è anche un ottimo alleato in grado di restituire loro tranquillità e benessere. Inoltre, osservando i loro disegni è possibile comprendere alcune importanti sfumature emotive relative al periodo che stanno vivendo e a come lo stanno affrontando.

Su questo argomento, a mio avviso davvero interessante, mi ha illuminata mia cugina Paola, educatrice. Mi ha infatti spiegato che quando i piccoli usano tinte molto forti tipo il nero e scarabocchiano vorticosamente, non stanno necessariamente sfogando un brutto sentimento, ma stanno semplicemente esprimendo la loro energia attraverso il tratto (niente piccole Samara alla The Ring, dunque, per fortuna). Di solito dopo un inizio così strong, i tratti si fanno via via più armoniosi e i colori più allegri: significa che il piccolo si è calmato.

Il magico potere dei libri

Che rabbia!

La lettura è un’altra attività piacevole che ci viene in aiuto: di per sé regala calma e serenità, oltre a essere promotrice dello sviluppo del linguaggio.

C’è davvero l’imbarazzo della scelta tra i libri che ci possono venire in aiuto per educare i nostri bimbi. Uno in particolare è quello che sta amando il mio piccolo proprio in questo momento (la rilegatura è infatti andata a farsi benedire a nemmeno una settimana dal suo acquisto, povero libro!).

Si chiama Che Rabbia! ed è scritto da Mireille D’Allancé. Davvero un ottimo alleato per riportare alla tranquillità i piccoli, che si rispecchiano facilmente nelle avventure del piccolo Roberto. Grazie a questo libro ho scoperto l’esistenza di testi per la lettura facilitata con i simboli WLS: con essi il bambino può leggere la storia da solo anche se è molto piccolo e mi si è aperto un mondo. Si incentiva l’autonomia e si dà importanza al nostro lettore che così si sente anche bravo (aumento dell’autostima) perché sa già leggere – quasi – come i grandi!

Il pregio più grande è che tutte queste attività rendono il bambino più motivato a prendere parte gradualmente alla vita domestica, dando il proprio piccolo contributo con piccoli gesti semplici. Pian piano che si mettono in pratica questi meccanismi allontaneranno le scenate ingestibili e allenteranno le tensioni interiori, finché i capricci si avvieranno ad essere soltanto un brutto ricordo.


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